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Leonardo: messaggio agli uomini del Terzo Millennio
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Leonardo: messaggio agli uomini del Terzo Millennio

Un genio moderno e affascinante

Il Festival delle emozioni dedicherà quest’anno alcuni eventi a Leonardo. 

Del prof. Giuseppe Musilli

Quest’anno è il 500º anniversario della morte di Leonardo. Ci saranno commemorazioni in Italia, in Europa e nel mondo. Ci sono anche iniziative di vario genere come mostre ed altre iniziative mediatiche.

Perché questo interesse per Leonardo?

Perché la nostra attenzione subito si attiva quando sentiamo parlare di lui?

Cosa ci racconta Leonardo?

Perché anche noi del festival dell'emozioni in occasione dell'anno leonardiano dedicheremo a questo personaggio alcuni eventi della nostra iniziativa?

Riteniamo che l’attenzione a questo grande genio del cinquecento sia dovuto alla validità del suo messaggio implicito ed esplicito; messaggio che è giunto fino a noi nel corso del tempo e che vogliamo analizzare per individuarne l’attualità.

1) Leonardo pittore: Leonardo ci ha lasciato pochi dipinti, alcuni incompiuti, qualcuno devastato dal tempo come l'ultima cena dipinto sul muro del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano. Ma queste poche opere, oltre ad essere giudicate inarrivabili capolavori, sono entrate nella mitologia del racconto popolare. Chi non conosce la Gioconda e il suo sorriso? Chi non ha sentito parlare dell'ultima cena e delle vicende che un recente libro, seguito da un film, hanno raccontato?

Il sorriso della Gioconda, così noto e inafferrabile, si ripete nella Vergine delle rocce, in Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, in San Giovanni Battista e in altri dipinti. Perché questo sorriso ci intriga tanto? E perché Leonardo lo replica in molti dipinti?

Esso è tenero e delicato. È un sorriso di attenzione e di comprensione. È un sorriso materno.

Sigmund Freud, che scrisse un saggio sul Leonardo nel 1910, ritenne che il sorriso della Gioconda ricordasse a Leonardo il sorriso della mamma Caterina, donna del popolo a servizio dai da Vinci, che fu costretta a lasciare questo figlio illegittimo nella casa del padre Piero, membro di una ricca e potente famiglia di notai fiorentini, mentre andava in sposa a un marito contadino che proprio i da Vinci gli avevano trovato. Freud immagina che, dipingendo il ritratto di Monna Lisa del Giocondo, Leonardo abbia ritrovato, nel suo modello, il sorriso della madre e per tale motivo abbia continuato a perfezionarlo nel tempo senza consegnare il quadro a chi glielo aveva commissionato e tenendolo per sé fino alla morte. Non sappiamo se sia andata proprio così. Ma l'ipotesi di Freud è di eccezionale potenza. E’ quel sorriso delicato e un po' dolente che la madre rivolse a Leonardo nell'abbandonarlo che lui tenta di restituirci su quel quadro oggi visitato da milioni di persone nel museo del Louvre di Parigi. E non c'è persona al mondo che non lo conosca. Perché non c'è persona al mondo che non abbia avuto una madre, e che non abbia sperimentato un abbozzo di sorriso affettuoso e malinconico, destinato ad accompagnarlo per tutta la vita.

Io penso che questo sorriso colpisca ognuno di noi, oggi, più che la leggera e spensierata bellezza delle figure di Raffaello o la monumentale e dolorosa forza delle figure di Michelangelo.

2) Leonardo ci colpisce per la sua grandiosa opera impegnata nell’indagare le forze della natura e nell’ipotizzare strumenti per migliorare il nostro vivere. Leonardo immagina strumenti per esplorare i mari, o le acque in genere, come lo scafandro e il sommergibile. Immagina mezzi per possedere il cielo attraverso il volo. Immagina strumenti di morte come una specie di carro armato o altre armi di vario genere. Disegna innumerevoli mezzi con ruote e ruotismi che oggi sono comuni nelle nostre meraviglie tecnologiche.

Bisogna subito dire che questa grande quantità di studi e di rappresentazioni di macchine possibili e di ipotesi di strutture capaci di migliorare la vita dell'uomo, non si è concretizzata in nessuna vera invenzione che si possa attribuire a Leonardo. Non possiamo dire infatti che Leonardo abbia inventato la bicicletta o il sottomarino come diciamo invece che Meucci ha inventato il telefono o Edison la lampadina.

Molti musei oggi nel mondo cercano di costruire le macchine che Leonardo ha solo disegnato e si rimane stupiti da questa capacità tecnica associata ad una eccezionale immaginazione. Ma Leonardo, queste macchine, non le ha costruite e non le ha donate all'uomo. Le ha solo immaginate. I tempi della tecnologia non erano ancora maturi.

Nonostante ciò il fatto che abbia ipotizzato e disegnato macchine che oggi ci sono molto familiari ci colpisce molto. Leonardo è all'inizio della modernità. Leonardo è un uomo del Rinascimento, un tempo in cui si comincia a pensare che l'uomo sia costruttore del proprio destino, che l'uomo possa indagare, immaginare e costruire il proprio futuro e quindi si adopera per realizzare strumenti che possano migliorarlo. Leonardo è animato dallo stesso spirito di Colombo che in quegli anni già solcava i mari verso nuovi continenti e dallo spirito di Galileo che nascerà pochi decenni dopo.

Quest'uomo ci è molto vicino; Egli è animato dallo stesso spirito dei pionieri della scienza moderna, dell'industria, dell'informatica. Oggi siamo a un punto di sviluppo scientifico e tecnologico per cui l'uomo stenta ad immaginare come potrebbe essere il suo futuro. Forse c’è bisogno di un altro Leonardo. Magari non un Leonardo sognatore della tecnologia, ma un Leonardo rinnovatore del mondo emotivo.

3) Leonardo ci è vicino in qualche misura proprio per i suoi fallimenti. Leonardo ha dipinto pochi quadri ed alcuni di essi sono incompiuti, ha indagato tutte le forze della natura, dall'anatomia umana alla meccanica, dalla scienza del volo alla mobilità sul terreno. Ma senza giungere a specifici traguardi. Ha cercato continuamente più perché il cercare lo appagava che per giungere a concreti risultati. Aveva un’identità che lo spingeva a cercare nuove immaginifiche soluzioni più perché si sentiva appagato nell’indagare l’universo che perché avesse bisogno di soluzioni.

Fra tutte le cose che ha studiato vogliamo qui ricordare che si impegnò per bonificare le paludi pontine su richiesta del suo mentore, Giuliano dei Medici, che a sua volta era stato incaricato di questa attività dal fratello (di Giuliano) che sedeva sul soglio pontificio con il nome di Leone X. E questa attività lo ha portato anche a visitare la nostra città come dimostra un disegno della città di Terracina conservato a Windsor.

La ricerca, dicevamo, era più importante delle soluzioni. Freud ritiene che Leonardo fosse un ossessivo e la sua valutazione non è senza fondamento. Ovviamente stiamo parlando di ossessivi cosiddetti "normali", cioè asintomatici. (Seguiamo in questo caso la trattotipologia di Vittorio Guidano).

E gli ossessivi cercano la perfezione, cercano precisione e certezza. E in questa ricerca spesso dimenticano il risultato perché a loro sembra più importante lo sforzo di cercare piuttosto che la gioia di trovare.

Ecco. Leonardo è moderno perché ci appare fragile e fallibile; un uomo, che pur immaginando cose eccezionali, non realizza molto e fallisce spesso: non riesce a realizzare la statua dello Sforza, non completa le sue opere pittoriche, cerca per i suoi dipinti nuove modalità realizzative che le portano alla distruzione velocemente, come la battaglia d’Anghiari a palazzo Vecchio o le fanno deperire nel tempo come l'affresco dell'ultima cena a Milano.

Cosa concludere dunque?

Il suo affanno somiglia molto alla nostra vita.

Sentiamo il suo travaglio come nostro e il suo messaggio ci arriva forte e chiaro.

Leonardo fu un uomo che sognò un nuovo mondo, ma che riuscì solo a disegnarlo. Ma nel disegnarlo ci regalò anche un melanconico e struggente sorriso.

Ecco i 3 eventi del festival.

3 maggio 2019 ore 16.50, “Elisabetta Fiorini”, Via Roma 117

Daniela Merigliano

CHI ERA LEONARDO?

Ritratto psico-emotivo di un genio.

La Prof.sa Merigliano, che ha già esplorato l’identità emotiva di vari personaggi della storia e del cinema, fa un’ipotesi nuova e inesplorata sull’identità di Leonardo da Vinci secondo il paradigma della scuola di Vittorio Guidano. Si tratta di una studio esclusivo concordato con il Festival delle emozioni che va a confrontarsi, a estendere e a precisare (correggere?) le ipotesi che aveva già fatto Sigmund Freud nel 1910.

4 maggio 2019 ore 16.50, “Elisabetta Fiorini”, Via Roma 117

Dionisio Castello

LEONARDO A TERRACINA.

Lo studio sulle paludi pontine e il viaggio nelle nostre terre.

 Il Prof. Castello, docente di storia dell’arte e autore di 3 romanzi che hanno come protagonista Leonardo, racconta il viaggio di Leonardo nelle nostre terre a seguito dell’incarico avuto da Leone X di studiare la bonifica delle paludi.

Luca Caricato

LEONARDO FRA ARTE E SCIENZA.

Il Prof. Caricato, giovane e affermato studioso di Leonardo racconta i mille interessi artistici e scientifici di Leonardo.

5 maggio 2019 ore 16.50, “Elisabetta Fiorini”, Via Roma 117

Luca Caricato

LEONARDO DA VINCI REGISTA DELL'ARTE.

Tra suspense e colpi di scena scopriamo i misteri che si celano nel Cenacolo vinciano.

Ancora il Prof. Caricato illustra il cenacolo dipinto a Milano da Leonardo da Vinci come grande opera d’arte e come se fosse una messinscena teatrale di grande effetto

 

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