Riflessioni sulle Emozioni

“Todo cambia”

“Todo cambia”

Pensieri liberi su una nota canzone. La vera scommessa è cambiare le emozioni.

Tutto Cambia

La canzone dell’esilio

“Todo cambia” è una celebre canzone scritta da Julio Numhauser, un cantautore cileno, esiliato dopo il 1973 a seguito del colpo di stato di Pinochet. La canzone fu scritta nel 1982 e resa celebre dall’esecuzione di Mercedes Sosa, un’artista argentina, simbolo della canzone popolare, che ha, anche Lei, sofferto l’esilio e gli arresti per la dittatura militare argentina. (I cileni e gli argentini in esilio hanno prodotto un’enorme quantità di arte e di poesia. Ricordo gli Inti Illimani, Isabel Allende, Sepulveda, ecc…).

La canzone fa da sfondo musicale al film di Nanni Moretti “Habemus papam”. Scelta molto ironica e molto indovinata dal momento che se c’è un’istituzione restia al cambiamento questa è la Chiesa; eppure nel film il nuovo papa fa scelte innovative e alla fine decide che l’incarico è troppo oneroso e vi rinuncia. 

Canzone triste e bellissima

La canzone è bellissima e coinvolgente. È permeata di melanconica tristezza. È la tristezza dell’abbandono della propria terra, della propria famiglia, dei propri amici. È la tristezza di qualcosa che si rompe nella vita e nell’anima.

Ma oltre all’abbandono che prova l’esiliato c’è anche un altro tipo di abbandono, quello del separarsi dai propri pensieri, dalle proprie abitudini, dalle proprie emozioni ricorrenti e amate. Anche questo provoca tristezza e dolore.

“Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.”

Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.

Ma anche la canzone cambia!

Non c’è solo la mutazione che avviene nell’esecutore, ma anche l’esecuzione è molto innovativa.

Cambiare le emozioni

Tutto cambia. Vero. Troppo vero.

Ma le emozioni non cambiano. O cambiano con grande lentezza. Infatti dipende dalle emozioni la sensazione generale che abbiamo della nostra vita. Siamo prevalentemente tristi? Arrabbiati? Preoccupati? Confusi? Ciò dipende da “scelte emotive” che abbiamo fatto o che siamo stati indotti a fare nel corso della nostra vita e della nostra infanzia. E queste “scelte” fanno talmente parte di noi, che se le cambiassimo ci sembrerebbe di cambiare la nostra identità. Per questo motivo siamo molto restii a cambiarle. Siamo affezionati ad esse perché senza di loro semplicemente non esisteremmo.

Ma a volte queste emozioni sono disfunzionali o ci costringono ad una vita piena di dolore. Solo cambiando quelle “scelte” emotive fatte a suo tempo possiamo cambiare o migliorare il livello della nostra felicità.

Quelle “scelte” furono fatte in maniera inconsapevole o forzata. Non ci fu libero arbitrio. Non ci fu ponderazione delle conseguenze, ma solo volontà di sopravvivenza. Facemmo quelle “scelte” con la pancia e con i muscoli. Oggi possiamo riesaminarle. Possiamo considerale da un altro punto di vista. Possiamo valorizzarle perché c’è del buono in ogni cosa umana, basta collocarle nel giusto contesto. Possiamo raccontarle di nuovo a noi stessi costruendovi una storia più solida e meno dolorosa.

Come fare: con l’arte, con lo sport, con la cultura. Anche seguendo il festival delle emozioni.

Sali in alto e leggi i sentieri del tuo cuore.

Prof. Giuseppe Musilli