Nati per cercare e per giocare

23 Maggio 2018 News

Nati per cercare e per giocare

Sul ruolo dell’esplorazione e del gioco spontaneo nello sviluppo normale e patologico.

 

“Tutti figli di Ulisse”
2 eventi. L'8 il 9 e il 10 giugno alla chiesetta del Purgatorio alle ore 19:00.

Di Antonio Alcaro

Le indagini neuro-etologiche compiute da Jaak Panksepp e dai suoi numerosi collaboratori hanno scientificamente dimostrato che noi esseri umani, così come le altre specie animali, veniamo al mondo con un innata predisposizione alla ricerca ed alla esplorazione. All’interno del cervello è stato infatti individuato un circuito neurale (chiamato “sistema della Ricerca/Esplorazione”) che promuove comportamenti esploratori e sentimenti di interesse, curiosità ed entusiasmo.

L’importanza evolutiva del sistema della Ricerca è evidente. Non soltanto fornisce la spinta per andare a prendere ciò di cui si ha bisogno per sopravvivere (come ad esempio il cibo, l’acqua, un riparo, ecc.), ma esso sostiene anche l’esplorazione di ogni situazione nuova e non conosciuta. Pertanto, il sistema della Ricerca costituisce la pulsione fondamentale alla conoscenza e la base istintuale di ogni forma apprendimento.

Nel nostro immaginario, la figura mitologica che più di tutti incarna la disposizione alla Ricerca è, ovviamente, Ulisse, simbolo della ricerca del sapere. Ulisse è colui che instancabilmente cerca nuove strade nel suo inarrestabile viaggio verso l’ignoto. Nell’indimenticabile canto dell’Inferno, queste sono le parole che egli pronuncia ai suoi compagni, per spingerli ad andare oltre i confini del mondo conosciuto:

 

<<... Non vogliate negar l'esperienza

di retro al sol, del mondo sanza gente.

Considerate la vostra semenza

fatti non foste a viver come bruti       

ma per seguir virtute e canoscenza>>.

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, 116-120).

 

Gli studi neuro-etologici di Jaak Panksepp ci indicano che nelle specie di animali sociali (mammiferi ed uccelli), la disposizione alla Ricerca si esprime in modo molto marcato nell’infanzia, attraverso una tendenza al Gioco spontaneo destrutturato, cioè privo di regole predefinite. La disposizione al Gioco svolge una funzione fondamentale nello sviluppo psico-comportamentale dell’organismo, favorendo le sue abilità relazionali, cognitive ed emotive e promuovendo lo sviluppo dei centri cerebrali più evoluti (neocorteccia).

Nella specie umana, il gioco spontaneo occupa uno porzione davvero fondamentale nello spazio mentale del bambino. Una volta che siano stati soddisfatti i suoi bisogni biologici fondamentali, infatti, il bambino piccolo trascorre la maggior parte del suo tempo attivo in una condizione di esplorazione e di gioco, che si esprime, nella sua forma più spontanea, attraverso un procedere caotico, destrutturato, privo di regole. Come descritto dallo psicoanalista infantile Donald Winnicott: “Il cercare può venire solo da un funzionare sconnesso, informe, o forse dal giocare rudimentale, come se avesse luogo in una zona neutra. E’ soltanto qui, in questo stato non integrato della personalità, che ciò che noi descriviamo come creativo può comparire. Questo, se rispecchiato ma soltanto se rispecchiato, diventa parte di una personalità organizzata, e come risultato questo fa sì che l’individuo sia, che sia ritrovato; finalmente lo rende capace di postulare l’esistenza di sé”.

Data la sua assoluta centralità per lo sviluppo psicologico, la difficoltà di esprimere e sperimentare il Gioco spontaneo nell’infanzia (e nell’età adulta) può avere delle tremende implicazioni. Non soltanto, infatti, il blocco di questa emozione predispone a difficoltà di apprendimento, di concentrazione o di attenzione (come ad esempio l’ADHD). Ma, ancor peggio, esso può influenzare in modo permanente l’equilibrio affettivo, predisponendo l’adulto a problematiche psicologiche come la depressione o le dipendenze.

Sfortunatamente, le nostri abitudini di vita hanno drammaticamente ridotto il tempo libero dedicato al Gioco spontaneo e ad altre forme di esplorazione prive di uno scopo (apparente). Tra i fattori che hanno contribuito a questo drammatico cambiamento si potrebbero citare l’allontanamento dagli ambienti naturali e la pericolosità dei contesti urbani, il prolungamento del tempo trascorso in ambienti scolastici che spesso non favoriscono l’apprendimento spontaneo e creativo, lo sviluppo di strumenti tecnologici che riducono l’esplorazione attiva dell’ambiente (televisore, computer, cellulari), ecc.. Come diretta conseguenza, abbiamo gradualmente “disimparato” ad esplorare il mondo e giocare spontaneamente ed i nostri figli necessitano sempre della presenza vigile di un adulto o della compagnia di un apparecchio tecnologico per occupare il tempo.

D’altro canto, la costante crescita del fenomeno delle dipendenze nella società contemporanea sottolinea come le persone siano sempre più incapaci di attivare spontaneamente le proprie energie interne e vadano alla ricerca compulsiva di contesti in grado di rianimare artificialmente la propria vitalità. In particolare, il fenomeno del gioco d’azzardo compulsivo è probabilmente, tra tutte le forme di dipendenza, quella che rivela in modo più diretto come la “fame del Gioco” non trovi altre forme naturali per esprimersi e debba pertanto ricorrere a strumenti ed artifici che si rivelano estremamente pericolosi per la salute del singolo e della collettività.

Ecco il programma di questa striscia di eventi che si svolgerà presso la chiesetta del Purgatorio alle ore 19.00

9 giugno (chiesetta del Purgatorio alle ore 19.00) Primo incontro con Antonio Alcaro (psicoterapeuta e neuro-etologo dell’affettività). La Ricerca ed il Gioco spontaneo secondo la prospettiva Neuro-etologica.

10 giugno (chiesetta del Purgatorio alle ore 19.00). Secondo incontro con Riccardo Zerbetto (psichiatra, psicoterapeuta ed esperto in dipendenze). Vecchie e nuove dipendenze nella “società dell’incertezza”.

 

 

Il Festival

Il Festival delle Emozioni è un’iniziativa culturale e di crescita sociale basata sul pensiero, ormai diffuso nella comunità scientifica mondiale, che le emozioni siano una parte preponderante della personalità individuale e sociale.

Sono le emozioni a guidare ed influenzare ogni scelta personale, sociale, politica ed educativa dell’individuo.

Contatti

Direttore
Prof. Giuseppe Musilli

Un progetto a cura di
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