Verso il “rifornimento emotivo”. Il format del Festival delle emozioni. Parte I

08 Gennaio 2018 Emozioni e identita'

Verso il “rifornimento emotivo”. Il format del Festival delle emozioni. Parte I

L’errore di Cartesio. Siamo macchine emotive che pensano. E le macchine hanno bisogno di rifornimento.

I festival di approfondimento culturale sono organizzati in modo tale da offrire una serie di conferenze o di lezioni magistrali su argomenti di grande interesse, rilevanza o di grande attualità ad un pubblico non specialistico, ma comunque fortemente stimolato ed interessato ad acquisire nuovi saperi che migliorino la propria vita o soddisfino la propria curiosità. L'approccio è quello di una Università Popolare che basandosi su solidi riferimenti scientifici spezza il pane del sapere in modo che esso sia accessibile a una quantità di cittadini che per una serie di circostanze non possano o non abbiano potuto frequentare l'università, ma che siano variamente interessati ad aumentare le proprie conoscenze.

Questo format è consolidato; è un format che comunica una notevole autorevolezza e che con il tempo ha raggiunto una quantità di pubblico molto alta.

In genere, nei festival di successo, alle conferenze vengono aggiunte altre offerte di vario tipo (artistiche ricreative, gastronomiche o turistiche). Tutte cose eccellenti e positive, ma è la lezione magistrale che costituisce la spina dorsale di questa modalità; il resto sono iniziative per arricchire il programma ed è comune a tantissime iniziative di feste popolari o di feste di tipo culturale.

Come si può facilmente dedurre un festival incentrato su lezioni magistrali presenta un format quasi esclusivamente di tipo cognitivo.

Il format del Festival delle emozioni si deve distinguere da questo tipo di format appena illustrato sia perché ha bisogno di aspirare ad una originalità che lo faccia risaltare e brillare all'interno della ormai vasta offerta dei festival di tipo culturale e sia perché, essendo un festival delle emozioni, non può fermarsi al cognitivo.

Il nostro scopo è appunto quello di dare l'importanza che merita a tutta la parte emotiva della nostra vita e della nostra mente. Come è stato ampiamente dimostrato dalle opere di Antonio Damasio e in particolare dalla sua prima opera e cioè “L’errore di Cartesio”, e come è stato variamente citato dal professor Vincenzo Russo della IULM di Milano: "Noi non siamo macchine pensanti che si emozionano, noi siamo macchine emotive che pensano."

E ancora: “Fino a qualche tempo fa pensavamo noi stessi come essere razionali, per i quali le emozioni erano una variabile importante, ma al tempo stesso disturbante. Le neuroscienze ci hanno dimostrato che invece tendiamo ad agire prima di tutto emotivamente e poi a giustificare razionalmente le nostre scelte.”

E allora è necessario che anche il format del nostro festival sia omogeneo a queste convinzioni a cui ci ispiriamo. Accanto dunque a una parte cognitiva, che è ineliminabile, ci dovrebbe essere una parte esperienziale, una parte cioè in cui abbiamo a che fare direttamente con le emozioni, provandole, elaborandole, apprezzandole e custodendole come una possibilità non unica, ma essenziale di dare significato al nostro vivere. Il sapere cognitivo e scientifico infatti rischiara il mondo, ma è l’emozione che lo rende significativo e vivibile.

Questo deve diventare l'obiettivo del nostro Festival: fare esperienze emotive protette e guidate; esperienze consapevoli o consapevolizzate che diventino formative e innovative del nostro vivere.

Questo compito, questo obiettivo lo possiamo definire come “rifornimento emotivo”. Cioè il festival si propone come strumento e occasione prima di tutto (un prima di tutto di tipo valoriale e di tipo comunicativo, non necessariamente di tipo estensivo o inerente la quantità delle iniziative) di coinvolgimento emotivo e di crescita emotiva. L’approfondimento cognitivo non sarà escluso, né ridotto ad un angolo, ma riteniamo che il “rifornimento emotivo”, se teniamo in considerazione il significato profondo del progetto “festival delle emozioni” e i suoi obiettivi riguardanti le persone e la società, sia molto importante oltre che più facilmente comunicabile.

Il festival ha anche obiettivi di ricreazione di buon livello, di festa popolare, di richiamo turistico; ma l’obiettivo principale del festival non è solo l’affermazione di un paradigma scientifico, seppur esso sia valido e spesso negletto, e cioè che le emozioni hanno per la nostra vita un’importanza superiore delle cognizioni, delle volizioni e dei ragionamenti, ma il raggiungimento di modelli di vita consapevoli e sereni attraverso percorsi esperienziali, formativi e preventivi. Il proposito di organizzare eventi di tipo laboratoriale ed esperienziale come se consistessero in un “rifornimento emotivo” è una necessità legata alla mission del festival. Anche perché questa originalità consente un intervento ben più profondo degli interventi meramente cognitivi, i quali sono facilmente “digeriti”, spesso senza “conseguenze”. E nello stesso tempo è questa modalità, chiamiamola operativa e coinvolgente, che lo rende nuovo e originale. E questa novità e originalità sarà anche più facile da comunicare. 

Ci sarà anche un rifornimento informativo. Ma quello che i nostri ospiti non dimenticheranno è come si saranno sentiti partecipando ai nostri eventi. Riporto la frase di Maya Angelou per intero (Scrittrice, americana, di colore, che ha parlato in occasione dell’insediamento di Obama al suo secondo mandato.): “Presto dimenticheranno quanto hai detto, poi quanto hai fatto, ma non dimenticheranno mai come li hai fatti sentire.

Dunque una parte importante, caratteristica, originale, ineliminabile del Festival è la parte in cui il pubblico sì coinvolge e sperimenta; in cui in prima persona ha accesso alle emozioni e ne trae beneficio per la propria vita. Questo intendiamo per “rifornimento emotivo”.

Prof. Giuseppe Musilli

 

Il Festival

Il Festival delle Emozioni è un’iniziativa culturale e di crescita sociale basata sul pensiero, ormai diffuso nella comunità scientifica mondiale, che le emozioni siano una parte preponderante della personalità individuale e sociale.

Sono le emozioni a guidare ed influenzare ogni scelta personale, sociale, politica ed educativa dell’individuo.

Contatti

Direttore
Prof. Giuseppe Musilli

Un progetto a cura di
Associazione Festival delle Emozioni

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  • Tel: +39.0773.727496
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